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Guida ai Monumenti

 

 

La Chiesa di Maria SS. Assunta ai Cappuccini

 

La Chiesa di Maria SS. Assunta ai Cappuccini

 

Uscendo dalla parte orientale del paese per la via S. Gerardo, dopo mezzo chilometro circa, si trova la chiesa dei cappuccini. Essa è esposta verso l'abitato e confina da un lato col cimitero comunale e dall'altro coll'ex convento. Esso fu fondato a richiesta dell'Ill.no D. Giovanni Ventimiglia, marchese di Geraci, nel 1588.

 

Ma il vero fondatore fu Ill.mo D. Marco Mancini, marchese dell'ogliastro, il quale approntò quasi tutte le spese della fabbrica. Ottenute la licenza dell'ordine e la benedizione dell'Arcivescovo di Palermo D. Cesare Marullo, nel detto anno si piantò solennemente la croce e si cominciò la fabbrica del convento, che durò appena due anni, dopo i quali vi fu stabilita la comunità religiosa.

 

I primi monaci che vennero nel nuovo convento costruirono lo stradale e piantarono gli olmi sopra
cennati, formando un bel passaggio che serviva anche al diletto dei cittadini.

Dopo qualche tempo si accrebbe il numero dei religiosi e fu ampliato il convento verso tramontana, colla costruzione di un altro dormitorio composto di 9 celle. Il convento di Ciminna fu designato dai superiori dell'ordine come sede di noviziato e studi, fu tale dal 1760 al 1814.

 

La chiesa fu costruita nella stessa epoca del convento per uso dei religiosi, ma nel 1755, per opera del Rev. P. Antonino Maria da Ciminna, fu rinnovata dalle sue vetuste fondamenta e ridotta nella forma attuale.

Fu in seguito abbellita e decorata da alcune pitture e arricchita di molte reliquie, principalmente i corpi dei SS. Aurelio e felice martiri.

Nel 1757 furono costruite anche la sepoltura comune dei Frati, oggi divenuta ossario del cimitero, e la biblioteca che è al di sopra. Anche questi lavori si devono al Rev. P. Antonino Maria da Ciminna, il quale fu provinciale e definitore dell'ordine, insegnò nel convento e lasciò un tratto manoscritto sulla confessione.

 

Avvenuta la legge di soppressione nel 1866, il convento fu comprato dal Can. Francesco Savona, vicario foraneo, con atto del di 8 settembre 1882.

Nel 1874 fu acquistato il giardino, da un certo Salvatore Trapani, e da questo con atto del 12 ottobre 1880 presso notaio Francesco Piraino, venduto in parte al Comune per l'impianto del cimitero attuale.

La chiesa fu ceduta al detto Comune con tutti gli arredi sacri.

 

All'interno del tempio si trovano le seguenti opere d'arte;

  • Madonna e S. Elisabetta sec. XVIII;

  • Crocifisso, legno sec. XVIII; S.Vito, olio su tela sec. XVIII;

  • Resurezione di Lauaro, olio su tela sec. XVIII;

  • L'Assunta olio su tela sec. XVIII;

  • Madonna del Rosario, olio su tela sec. XVIII; S. Padri cappuccini, olio su tela sec. XVIII;
    Lavanda dei piedi, olio su tela sec. XVIII;

  • Madonna con Bambino, olio su tela sec. XVIII;

  • Presepe, avorio sec. XVIII; Reliquia di S. Aurelio sec. XVIII;

  • Reliquiario posto nell'altare maggiore; sec.XVIII;

  • Madonna assunta, cera sec XIX;; Le suppellettili in argento a servizio della chiesa:

  • Ostensorio, argento sbalzato, cesellato e con parti fuse.

L'opera rinvia ancora a tipologie barocche per la presenza di testine di cherubini alate. Presenta il marchio di Palermo, seguito dalle iniziali del console e dalle ultime due cifre dell'anno AG 735. Si tratta dunque del console di Palermo del 1725, che purtroppo resta anonima in quanto le attuali ricerche archivistiche non permettono di conoscere il nome.

 
 

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