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La prima notizia della
presenza dei Francescani a Ciminna ci proviene dai volumi
delle scritture del Convento, dove viene annotata la
concessione, per atti di notar Antonio de Michele, del 12
marzo 1475, della venerabile chiesa di Santa Maria del
Piano, fatta dai Fratelli della Compagnia di detta chiesa,
al Reverendo Padre Guardiano Giovanni de Prioris, e per esso
ai Frati Minori di San Francesco. I Francescani rimasero per
poco tempo in S. Maria del Piano, angustiati per non poter
ingrandire il Convento e la chiesa, abbandonarono il luogo
per passare alla costruzione dell'attuale chiesa di S.
Francesco, per la ristrettezza del luogo e per essere
"soggetta alla frana'. I 1 29 ottobre 1503 un certo Nicolò
La Priola della terra di Ciminna, ammalato a letto, però di
mente sana e capace di parlare, temendo il divino giudizio,
ordinò suo erede universale la chiesa di S. Francesco della
terra di Ciminna.
Nell'anno 1504 fu fatto l'inventario ereditario del suddetto
Nicolò La Priola, redatto presso la Corte Capitanale il 17
marzo 1504. in esso viene legato ai Frati un luogo sito in
questa terra e contrada della Raccomandata dove i religiosi
fecero costruire la chiesa ed il Convento. Nel 1511 per gli
atti del notaio Antonio Bonafede di Ciminna si hanno notizie
sull'esistenza del cappellone dell'altare maggiore per un
legato al Convento di S. Francesco. Il 16 ottobre 1568 si ha
notizia del campanile della chiesa tramite un atto di a
concessione enfiteutica, comunque si può affermare che il
campanile della chiesa fosse stato eretto molto prima almeno
nella sua struttura nel 1540 quando fu fatto contratto di
vendita tra mastro Gaspare Arena e Francesco Giaconia da
Ciminna di una campana di bronzo di
4 cantara. Le prime notizie sull'esistenza delle cappelle
dentro la chiesa di San Francesco, già funzionante, si hanno
nel 1504. Tra il 1621 ed il 1649, per interessamento del
Priore maestro Vincenzo Li Vaccari, con il concorso di molti
fedeli e con il contributo di once 200 dal Comune, si
costruì il cupolone dell'abside maggiore e le cupolette
delle sette cappelle. Nel 1668 il Priore Salvatore La
Vignera molto si cooperò a perfezionare le fabbriche della
suddetta chiesa col fargli la volta e vetrate, di più
s'impegnò a fare un dormitorio nuovo di pianta colle
elemosine. Il 31 dicembre 1793 il Priore reverendo Alojsio
Moavero decide di realizzare come primo intervento, la
fabbrica della cappella di S. Francesco esistente
all'interno della chiesa, dando incarico ai mastri Giuseppe
Guarneri, Pietro Gagliano e Leoluca Colajanni, a stucchiare
tutto il sott'arco sino e per tutta la ghirlanda esistente
nel mezzo dell'arco della detta cappella, secondo il disegno
che i suddetti mastri hanno ricevuto dal priore. Due anni
dopo e precisamente il 9 aprile 1795, i monaci conventuali
diedero mandato per sistemare la cappella del SS.Crocifisso
esistente all'interno della chiesa. Nel 1802 il P.Luigi
Moavero ed il P. Pietro Macaluso da Termini fecero abbellire
di stucco tutta la chiesa, indorare con oro di mistura la
macchinetta del cappellone, abbassare l'altare e la
sacrestia. Il Convento fu abolito con la legge di
soppressione nel 1866 ed insieme con la chiesa ceduto al
Comune.
Sono molte ed interessanti le
opere d'arte in custodia presso la chiesa di san Francesco,
tra queste:
-
un Crocifisso modellato in
mistura opera di Antonello Gagini eseguito nel 1521;
-
custodia in marmo con
trittico opera di Antonino Gagini figlio di Antonello
eseguito nel 1538;
-
di scuola gaginiana la
scultura della Vergine col bambino Gesù;
-
il martirio di Santa
Apollonia, olio su tela, realizzato nei primi anni del
1600 dal pittore termitano Vincenzo La Barbera;
-
la Pala d'altare
raffigurante l'Immacolata Concezione di Maria Vergine,
olio su tela, realizzato dal pittore palermitano Vito
d'Anna nel 1766;
-
la comunione di S.
Onofrio, olio su tela centinato, attribuito al pittore
Gioacchino Martorana e/o Filippo Randazzo;
-
S. Antonio da Padova, olio
su tela centinato, dipinto dal pittore ciminnese
Melchiorre di Bella nel 1773;
-
la statua dell'Immacolata
Concezione, legno dipinto, realizzata dallo scultore
palermitano Antonino Barcellona nel 1781;
-
il reliquiario ligneo,
posto all'interno della cappella di S. Antonio da
Padova, realizzato dallo scultore ciminnese Giacomo
Brugnone su disegno dell'architetto Paolo Amato;
-
il Dogma dell'Immacolata e
il peccato di Adamo ed Eva, tempera su muro, realizzata
dal ciminnese Pasquale Sarullo nel 1854.
Oltre alle suddette opere
d'arte furono realizzati le suppellettili in argento,
realizzati da argentieri palermitani, tra questi degni di
nota sono: la croce astile, argento sbalzato, cesellato e
con para fuse, che poggia su un'asta in metallo, presenta al
centro la figura del Cristo, opera del primo seicento;
All'interno della chiesa erano
presenti ben cinque Confraternite con i seguenti titoli:
-
Confraternita della
Maestranza o dei Muratori attiva già nel 1574;
Confraternita "delli Scarpari" o Calzolai presente nel
1540;
-
Confraternita di S. Onofrio presente già nel 1598;
-
Confraternita dell'Immacolata Concezione fondata nel
1640 e
-
la Confraternita del SS.
Viatico fondata nel 1703.
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