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La chiesa
di san Giovanni Battista dà, per la sua importanza, il nome al
quartiere omonimo e la sua storia è legata a quella del
SS. Crocifisso, che si
venera in essa.
Anticamente era una piccola chiesa con un
piccolo oratorio annesso dedicato a S. Giovanni Battista.
Tra le notizie frammentarie sulla costruzione della chiesa
sappiamo che nel 1534, alla sua morte Umiliano Logia nominò
erede universale la moglie Giovanna Logia, la quale ne
doveva essere usufruttuaria durante la sua vita e, dopo la
morte, la vigna e il giardino con altri suoi beni dovevano
passare alla venerabile confraternita di san Giovanni
Battista, con l'obbligo di fabbricare la cappella di san
Giovanni Evangelista.
Nel 1579 iniziarono i lavori di
costruzione della sacrestia. La chiesa ha una magnifica
facciata di stile tardo barocco, con tre porte d'ingresso,
con un portale a colonne tortili ed altri elementi
stilistici che la fanno attribuire per tradizione a Paolo
Amato, architetto del Senato palermitano, nato a Ciminna il
24 gennaio 1634 e morto a Palermo il 3 luglio 1714.
La
chiesa si presenta a pianta basilicale a tre navate divisa
da due ordini di cinque colonne, in stile dorico-romano, la
tribuna maggiore presentano decorazioni settecentesche.
Il
presbiterio, realizzato a forma di catino, contiene un vano
che ospita il SS. Crocifisso.
La
costruzione dell'attuale tempio nasce dall'accresciuta
devozione e, soprattutto, dagli
avvenimenti miracolosi
attribuiti al SS. Crocifisso che si venera in essa.
L'attuale tempio fu eretto nello stesso luogo di quello
antico.
All'interno opere dal XV al
XVIII sec. :
- Trittico della Madonna
dell'Udienza, opera eseguita a tempera su tavola;
- Crocifisso ligneo attribuito
al XV sec.
- San Nicola di Bari Vescovo,
opera marmorea;
- Crocifisso ligneo, databile
attorno alla metà del XV secolo, di autore ignoto. A partire
dagli eventi miracolosi accaduti nel 1623, ed in seguito nel
1651, il suddetto crocifisso fu collocato un una nicchia
decorata ad intaglio, posta nell'abside maggiore sopra
l'altare.
- San Giovanni Battista, legno dipinto e dorato.
Proveniente dalla piccola ed omonima chiesa, è di difficile
datazione a causa dei numerosi rimaneggiamenti. Realizzata
in legno di fattura prettamente fine cinquecento, si
sconosce l'autore; titolare della omonima chiesa.
- Adorazione dei re Magi, olio su tela
centinato, si sconosce l'autore, opera del XVII secolo.
Santa Caterina d'Alessandria,
olio su tela, opera del XVII secolo, si sconosce l'autore;
- La
Madonna con Bambino che incorona santa Rosalia tra i santi
Giovanni Battista e Rocco, olio su tela. L'opera considerata
la scena raffigurata, si può collocare nel dec. XVII secolo.
Dal recente restauro coordinato dalla
Soprintendenza di Palermo l'opera è stata attribuita al
pittore fiammingo Geronimo Gerardi di Palermo.
- San Nicola di
Bari Vescovo, olio su tela centinato del XVIII secolo, si
sconosce l'autore.
Madonna del Rosario tra i santi Domenica, Caterina, Rosalia
e Isidoro, olio su tela del XVIII secolo, si sconosce
l'autore.
- Il martirio di Sanpantaleone olio su tela
centinato del XVIII secolo, si sconosce l'autore.
Furono realizzati le suppellettili in argento a
servizio della chiesa, tra questi si annotano: Le due
lampade pensili una realizzata nel 1656 e l'altra nel 1663,
ostensori, calici e vari oggetti datati dalla metà del'600
alla metà del'700.
All'interno della chiesa vi erano presenti due confraternite
con i seguenti titoli: La Confraternita di san Giovanni
Battista presente nel XVI secolo e la Confraternita dei
quattro Santi Coronati nel 1714. |