La chiesa di san
Giuseppe, fu fondata dagli antichi abitanti di questa terra. Intorno all'epoca
della sua fondazione non si sa altro, che esisteva nella fine del secolo W, si
può solo affermare che nel 1588 per gli atti del notaio Cataldo Campanella di
Ciminna, un certo Cesare Lo Cicero concesse a censo, ai rettori della chiesa e
della confraternita di san Giuseppe, una casa con solo piano terra, esistente
nella contrada di san Giuseppe, e che successivamente nell'anno 1623 fu venduto
alla chiesa da Giovanni, Antonio Lo Cicero, figli del suddetto Cesare.
Narra una Leggenda
che sul luogo, ove sorge la chiesa di san Giuseppe, esisteva anticamente una
cappelluccia dedicata alla sacra famiglia. A lato di essa abitava una donna che
le accendeva spesso la lampada, raccoglieva elemosine e manteneva nella sua casa
alcune orfanelle. Una notte le apparve in sogno S. Giuseppe e le ordinò di
fabbricare una chiesa dedicata a lui. La mattina seguente essa manifestò a tutti
il sogno e raccolse tante monete che riempì più volte il grembiule, e con esse
fece costruire la chiesa. Nel 1603 per decorare ed arricchire la chiesa di opere
d'arte, i rettori della confraternita stipulano un contratto con il maestro
Antonino Spatafora di Palermo, nel quale quest'ultimo si obbligava a dipingere
un quadro in tela con colori ad olio raffigurante santlAnna con la Vergine e san
Giuseppe.
Nell'anno 1610 fu
necessario realizzare in muratura la nuova sacrestia a servizio della chiesa e
fu dato incarico ai maestri Nunzio e Ippolito Scimeca, muratori di Ciminna. La
devozione verso il culto di san Giuseppe cresceva di giorno in giorno e fu
realizzata una statua raffigurante san Giuseppe. Nell'anno 1643, i rettori della
chiesa e confraternita di S. Giuseppe decisero di far scolpire al maestro
Francesco Rijna, scultore della terra di Ciminna, una immagine che raffigurasse
la madre di Dio con il Bambino Gesù, da porre accanto la statua di S. Giuseppe.
Oltre ad abbellire l'interno la tempio con opere d'arte, fu necessario
realizzare una campana di bronzo da porre nel campanile della chiesa, per il
richiamo dei fedeli a partecipare alle funzioni religiose.
Nell'anno 1365, il 17
gennaio I11 indizione, il maestro Calogero Cimilluca, in rappresentanza di tutta
la confraternita del Patriarca san Giuseppe, stipula contratto con il maestro
Sebastiano Messina della terra di Tortorici, con il quale convengono di
realizzare una campana di cantara.
La chiesa divenne
sacramentale e nel 1770 fu per opera e denaro di alcuni persone, e specialmente
del Sacerdote don Francesco Manzella, ristorata e ridotta nella forma attuale.
Pochi anni dopo, e precisamente nel 1778 i rettori della chiesa nella persona
del reverendo sacerdote in Sacra Teologia Dott. don Calogero Cascio, paga once
83, tarì 19 e grana 10 al maestro Giuseppe Guarneri per avere rifabbricato ed
ingrandito nuovamente la sacrestia della suddetta chiesa. Finalmente negli anni
1903 e 1904 fu adornata di pitture eseguite da don Filippo Lo Cascio da Lercara.
Il 22 marzo 1901 si sviluppò accidentalmente un incendio, che distrusse il
quadro di S. Anna, il quale occupava quasi tutta l'abside, e la statua di S.
Giuseppe con la madonna ed il bambino. Subito dopo si raccolse una buona somma
nel paese e nella lontana America, e si diede incarico allo scultore Bagnasco da
Palermo di fare un'altra statua del santo.
All'interno del
tempio si trovano le seguenti opere d'arte:
Una tela raffigurante
l'Immacolata Concezione del XVIII secolo;
La statua di san
Giuseppe con la Madonna ed il Bambino (comunemente detta sacra famiglia)
realizzata dallo scultore palermitano Bagnasco nel 1901;
Due piccoli quadri
tempera su muro raffigurante S. Anna e S. Gioacchino poste nella nave centrale;
Una statua in legno
raffigurante la Madonna tempio dello Spirito Santo sec. XVIII;
S. Vincenzo,
cartapesta sec. XVIII;
Molte suppellettili
in argento a servizio della chiesa, tra queste si annota un ostensorio argento
sbalzato e cesellato del 1745.